DON’T kiss me, please

1 10 2007

Si torna alla normalità, alla vita di tutti i giorni. Per una come me che non ha mai viaggiato in vita sua, è un grosso problema, purtroppo.
E vabbè, vediamo di rimediare con un post acido e dissacrante!
Da “L’espresso” del 4 ottobre, pagg. 93-94:

TANTI BACI SENZA UN PERCHE’

[...]Fateci caso.
Basta passare davanti ad un liceo di mattina, al momento dell’ingresso: ragazze e ragazzi, che non si vedono da meno di 24 ore, sono lì a baciarsi in una serie di saluti incrociati per classi di età e gruppetti di appartenenza.
Basta trovarsi a cena in casa di amici e conversare senza impegno con ospiti sconosciuti: di lì a poco vi baceranno, e voi li bacerete, chiedendovi quasi sempre perchè lo fate. Ma lo fate. Basta partecipare a una qualunque manifestazione pubblica e l’oratore, o leader o autore del libro che sia, non avrà avuto successo se in conclusione non sarà baciato dai presenti allineati in fila indiana. Basta persino incontrare un conoscente per strada, scambiare due notizie sul tempo, e sembrerà a entrambi impossibile lasciarsi senza il bacio di commiato.
Non si sfugge più alla guancia umidiccia, al colpetto sulla spalla, al buffetto di intesa.
Tranne pochi scontrosi resistenti, gli italiani oggi si baciano affratellandosi senza affetto in questo moderno, e ormai ovvio, cerimoniale. [...]
Nato nella notte dei tempi nel segno di una carnale intimità, oggi rivive sotto il segno del rito sociale tra semiestranei, quasi a negare il profondo disinteresse reciproco.
[...] [Il bacio] è la trasposizione corporale dei tvb, dei messaggini telefonici degli adolescenti, ormai chiusura obbligata di comunicazione anche tra molti adulti. E’ il contrario del rapporto, dicono gli psicologi: il contatto virtuale al posto dell’incontro reale. [...]
Per tutti gli altri c’è un’unica via di uscita. Quando l’interlocutore è in arrivo col bacio già dipinto sulle labbra, bisognerebbe stendere il braccio rigido e ingiuntivo imponendo la vecchia stretta di mano.
Ma si passerebbe per inibiti, per fobici, per asociali. Cioè per persone normali.

Stefania Rossini

bacio, bleah, basta

Parole san-te. Andiamo, siamo realisti. Quello che in realtà pare una manifestazione disinteressata di affetto è in realtà una delle forme di ipocrisia peggiori nella vita sociale di un individuo. Il bacio, la carezza, l’abbraccio sono tali perchè devono essere spontanei, non forzati dalle convenzioni!

Vorreste forse farmi credere che, almeno una volta nella vita, non vi siete ritrovati in mezzo ad amici e, pazientemente e con rassegnazione, avete compiuto il solito rituale del giro delle guance “Smack Smack Ciao Paola! Smack Smack Ciao Paolo! Smack Smack Ciao Antonio! Smack Smack Ciao Antonia” e via di seguito? Essendo poi costretti a continuare finchè non si esaurisce la gente da baciare, anche perchè “Che fai dopo, ne baci solo due/tre così poi gli altri pare che si offendono?” Senza contare che devo ancora capire parecchie cose:

  • Ma ci farà davvero bene tutto queesto falso buonismo?
  • Per gli amici (specialmente amichE): se ci siamo viste ieri, è proprio necessario salutarci come se non ci vedessimo da secoli? E se ci vedremo domani, che bisogno c’è di darsi il bacino dell’arrivederci?
  • Per i conoscenti/gli appena conosciuti: manco siamo amici, e già pretendi che ti slinguazzi e ti sbavi sulla guancia? E inoltre, perchè io e lo/la sconosciuto/a dobbiamo annusare i rispettivi odori?
  • Eccheccazzo! Farò la parte della solita acida e cinica? Forse, probabilmente, sicuramente, ma dico BASTA al doppio bacio sulla guancia, e voi?
    Detto ciò, distinti saluti e baci. :twisted: